L'approccio cognitivo-comportamentale-Gestione dell'ansia, Rilassamento, Mindfulness

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L'approccio cognitivo-comportamentale

L'approccio cognitivo nasce negli anni '60 ad opera di due psicologi, Aaron Beck e Albert Ellis, per i quali disturbi quali l'ansia e la depressione potevano essere trattati modificando gli schemi di pensiero che li sostengono. L'assunto di base è che il modo in cui noi valutiamo noi stessi, gli altri e gli eventi della vita determina il nostro stato d'animo (ansia, tristezza ecc..). Già Epitteto, filosofo greco del primo secolo dopo Cristo, diceva: " Gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose". E' fondamentale dunque che nella nostra interpretazione degli eventi non si cada in quelli che sono stati chiamati "errori cognitivi" (ma potremmo anche chiamarli "trappole mentali'), ossia pensieri disfunzionali che generano ansia e tristezza. La psicoterapia cognitiva aiuta a correggere il modo di pensare disfunzionale (per pensiero disfunzionale si intende un pensiero che non rappresenta correttamente la realtà e ci fa stare male). Ad esempio, di fronte ad un esame o ad un colloquio di lavoro si potrebbe cadere nell'errore di "catastrofizzare" le conseguenze di un insuccesso al punto da scatenare una crisi d'ansia. Lo psicoterapeuta in questo caso potrebbe istruire la persona ad utilizzare  tecniche di "decatastrofizzazione".
Nella psicoterapia cognitivo-comportamentale oltre al lavoro sui pensieri si mira a modificare il comportamento. Per esempio, in caso di fobie  verrà  contrastata la tendenza all'evitamento, arrivando gradatamente ad affrontare la situazione temuta. Prendiamo ad esempio l'agorafobia, cioè la paura di trovarsi in situazioni da cui, nel caso ci si sentisse male, sarebbe impossibile (ad esempio l'aereo) o imbarazzante (ad esempio il cinema) fuggire o essere soccorsi (spesso questa paura insorge in conseguenza di un attacco di panico). Il trattamento comportamentale consisterebbe allora in una programma di esposizione graduale a situazioni di difficoltà crescente fino ad arrivare alla estinzione della fobia.